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  • giornalaioliberal 11:23 pm on June 22, 2010 Permalink | Replica
    Tags: mistero, ufo, disclosure, project, alieni, occultamento, secret   

    Siamo soli? No: The Disclosure Project 

    http://www.disclosureproject.org/index.shtml

    Il Disclosure Project è un progetto di ricerca, senza scopo di lucro, con l’obiettivo di rivelare eventi e documenti sugli UFO (Oggetti non identificati), esperienze visive di intelligenza extraterrestre, classificazioni di energia e sistemi avanzati di propulsione. Il progetto conta 400 tra testimoni della comunità di intelligence, militari ed esponenti di governo che testimoniano la loro diretta e personale esperienza a contatto con gli UFO, con forme di vita aliena, tecnologia ET, e svelano il progetto di occultamento (cover-up) che mantiene queste informazioni segrete in tutto il mondo.

    Il 9 Maggio 2001 oltre venti tra comandanti militari, membri dell’intelligence, autorità governative, membri di compagnie e del comitato scientifico internazionale hanno presentato presso il National Press Club di Washington un convegno per stabilire la reale esistenza di UFO o veicoli di proprietà non terrestre, forme di vita non terrestre e  avanzate tecnologie di propulsione e forme sconosciute di energia. Il peso di questa testimonianza diretta, insieme al sostegno di documenti governativi e altri elementi di prova, istituirà senza dubbio la realtà tangibile di questi fenomeni.

    Donna Hare, ex illustratrice della NASA con un lasciapassare Top-secret, ha giurato di fronte al pubblico che tracce di UFO ed entità aliene di ogni genere venivano cancellate di continuo dalle foto scattate dallo spazio dalle navicelle spaziali prima di venire pubblicate. Lei conobbe personalmente ufficiali ai quali fu chiesto di eliminare ogni prova dell’avvenuto incontro del terzo tipo. Secondo la Hare, gli astronauti dell’Apollo videro parecchi UFO ma fu loro ordinato di tacere ("…that we should keep quiet") dalle autorità.

    The Thirteenth Witness "Disclosure Project"Click here for more amazing videos

     

    Secondo testimonianze la CIA ha intimato a John Callahan, capo dell’Ente federale dell’aviazione civile, di non rivolgere loro segnalazioni di strani avvistamenti e di far finta di nulla. Callahan finse di dimenticare fino al giorno in cui rivelò tutto pubblicamente, proprio durante il Disclosure Project.

    Larry Warren ex ufficiale dell’Air Force e testimone degli avvistamenti, per la conferenza organizzata dal Disclosure Project: nel dicembre 1980 ci furono tre notti di avvistamenti UFO in una base RAF dov’erano tenute secondo Warren armi nucleari.

    http://www.youtube.com/watch?v=n-FtTYxee6M

    Il web è pieno di video con strani avvistamenti che lasciano pochi dubbi…

    http://www.youtube.com/watch?v=PmFVHgxcIlY

    12 video del congresso del Disclosure Project:

    1) http://www.youtube.com/watch?v=xtSHuboLA0U&feature=related

    2) http://www.youtube.com/watch?v=7-wTniSTlXQ&feature=related

    3) http://www.youtube.com/watch?v=HMEgRv-toCg&feature=related

    4) http://www.youtube.com/watch?v=ocHFFj3p6b4&feature=related

    5) http://www.youtube.com/watch?v=ocHFFj3p6b4&feature=related

    6) http://www.youtube.com/watch?v=21Ru74QFoa8&feature=related

    7) http://www.youtube.com/watch?v=E06bUVTYpj0&feature=related

    8) http://www.youtube.com/watch?v=wioajW31EZg&feature=related

    9) http://www.youtube.com/watch?v=yq9nma_lQjc&feature=related

    10) http://www.youtube.com/watch?v=u-CTU5OXWf8&feature=related

    11) http://www.youtube.com/watch?v=wGbhXpC46uA&feature=related

    12) http://www.youtube.com/watch?v=US4BrvEr1eY&feature=related

     
  • Vincenzo Capozzi 6:18 pm on June 22, 2010 Permalink | Replica  

    Caso Alpi, ecco i rifiuti proibiti http://ping.fm/AAAJY

     
  • giornalaioliberal 1:56 pm on February 9, 2010 Permalink | Replica
    Tags: aziende, mediaset, mondo, peggiori   

    Le peggiori aziende del mondo 

    Facebook | CONDIVIDI LA CONOSCENZA: Le peggiori aziende del mondo.

    Una società di ricerche svizzera, Covalence, pubblica periodicamente una classifica che elenca in base a diversi parametri l’etica delle grandi imprese multinazionali. Agli ultimi posti di questa classifica si trovano quindi le peggiori aziende del mondo, quelle che hanno un grave impatto negativo sulla vita delle persone per le condizioni di lavoro o i danni che provocano. Non è proprio un catalogo esaustivo dei mali del mondo, ma è una buona approssimazione.
    Le peggiori aziende del mondo
    Nella classifica ci sono 581 grandi compagnie dei più diversi settori economici: negli ultimi 20 posti troviamo compagnie minerarie come la Newmont, più volte accusata di aver inquinato e distrutto l’ambiente naturale e i territori abitati da popolazioni indigene in Ghana, Indonesia, Perù e nelle terre indiane degli Stati Uniti. O la Harmony Gold mining, accusata di simili abusi e recentemente finita sui media per la morte di 60 minatori in Sud Africa. La Grupo Mexico, per i numerosi incidenti mortali e le pessime condizioni di lavoro dei suoi minatori, e la Freeport-McMoran, che con l’aiuto del governo indonesiano ha depredato per anni le terre indigene dell’isola di Papua ed è stata spesso accusata di abusi e omicidi.

    Oltre alle compagnie minerarie, tra le imprese “cattive” nella classifica di Covalence ci sono diverse compagnie petrolifere, che devastano l’ambiente e i territori incontaminati del nostro pianeta proprio come le compagnie minerarie, e spesso provocando danni anche molto più gravi.

    Tra le peggiori troviamo la Shell, con una lista di crimini ambientali praticamente senza fine e il sostegno a dittature sanguinarie come quella che decise la morte del poeta Ken Saro-Wiwa in Nigeria. Poi la Chevron, che è stata accusata di inquinamento e sistematiche violazioni dei diritti umani sia in Nigeria che in Ecuador. O la Total, recentemente accusata di utilizzare schiavi per la costruzione di un oleodotto in Birmania in complicità con il regime locale. E ancora la Occidental Petroleum, accusata di aver provocato enormi danni ambientali in diversi territori indigeni in Peru, Ecuador e Colombia. Come dimenticare poi la Halliburton, già datrice di lavoro dell’ex vicepresidente degli Stati Uniti Dick Cheney e coinvolta in prima linea nella gestione delle risorse petrolifere irachene dopo la guerra in Iraq.

    Le compagnie petrolifere e minerarie infatti sono molto spesso responsabili della distruzione degli habitat naturali dei popoli indigeni: come fa notare l’associazione Survival International, la storia di Avatar non è affatto fantasia, ma realtà, proprio in questo momento, in molti luoghi del nostro pianeta. E non finisce quasi mai con la vittoria dei buoni.

    Ma la peggiore in assoluto in questa classifica è la Monsanto, leader mondiale nella produzione di pesticidi e coltivazioni geneticamente modificate, accusata di una quantità di abusi senza fine mirati al controllo dell’agricoltura mondiale con effetti devastanti sull’ambiente e sulla vita dei coltivatori nei Paesi poveri. Nello stesso settore c’è la svizzera Syngenta, multata alle Hawaii per inquinamento da pesticidi.

    E poi, al 571° posto su 581 tra le multinazionali del mondo, in fondo alla scala dell’etica, c’è l’italiana Mediaset. Il motivo è piuttosto ovvio: appartiene a un uomo che è anche il Presidente del Consiglio del suo Paese, e utilizza il suo potere politico per favorire la sua azienda, nonché per danneggiare la concorrenza. Inoltre è plurindagato per corruzione e falso in bilancio, e fa di tutto per intimidire e limitare la libertà d’informazione. Infatti, nella classifica, Mediaset è considerata la peggiore al mondo nel settore dei media. L’Italia di Berlusconi, bisogna dirlo, non fa che collezionare primati. Negativi.

    FONTE:http://www.agoravox.it/Le-peggiori-aziende-del-mondo

     
  • giornalaioliberal 2:21 pm on January 19, 2010 Permalink | Replica
    Tags: costi, ,   

    F-35, una politica di guerra costerà ad ogni italiano 250 € 

    - di Luigi Nervo -

    Nonostante una petizione che aveva raccolto più di 20 mila firme, il Governo ha approvato l’acquisto per 16 miliardi di 131 caccia multiruolo F-35.

    Poiché gli attivisti della Rete italiana per il Disarmo e della campagna Sbilanciamoci non erano stati ricevuti dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, hanno provato a inviargli una lettera dove proponevano modi alternativi per spendere quel denaro, interventi di politica pubblica che hanno subito invece un taglio del 56% nell’ultima finanziaria. Con la somma spesa per un singolo F-35 sostengono che si sarebbero potuti costruire 300 asili nido o avrebbero potuto dare l’indennità annuale a 15 mila precari. Con quei 16 miliardi il Governo avrebbe potuto finanziare la costruzione in Abruzzo, costruire 8 milioni di pannelli solari e mettere in sicurezza metà delle scuole italiane. Nonostante questa sia una decisione, avallata trasversalmente dal Parlamento e dagli ultimi tre governi, che va a prendere dalle tasche di ogni italiano più di 250 €, la missiva accompagnata dalle 20 mila firme non ha ricevuto nessuna risposta, nemmeno un “no grazie, non siamo d’accordo”, è stata semplicemente ignorata.
    Si tratta di una spesa enorme che è aumentata di 3 miliardi negli ultimi mesi, ma non è questo a sorprendere gli esperti: “per il Tornado era accaduta una cosa simile – spiega Maurizio Simoncelli della Rete italiana per il Disarmo – dai 3 miliardi di lire iniziali si era arrivati a 8″. Ormai non c’è più niente da fare per impedire l’acquisto di queste 131 armi di attacco che probabilmente verranno consegnate a partire dal 2011. Si possono solo ipotizzare gli scenari che si prospettano per questa Italia bellica che, dopo aver investito una somma così ingente, non vorrà tenere i nuovi aerei chiusi negli hangar. Ne parliamo proprio con Maurizio Simoncelli.

    Innanzitutto, è difficile capire il motivo per cui sono stati acquistati gli angloamericani F-35 dal momento che gli italiani già possiedono i moderni Eurofighter di fabbricazione continentale che hanno funzionalità e caratteristiche molto simili. “È una contraddizione – spiega Simoncelli – segno del fatto che l’Italia cerca di perseguire lo sviluppo sul doppio binario”. Un’Italia che quindi sarebbe costantemente in bilico tra europeismo e atlantismo. Qual è il ruolo dell’Italia nel contesto internazionale? “Da quando è entrata nell’Alleanza Atlantica ha sempre rivestito un ruolo marginale. Negli ultimi 20 anni è però cambiato tutto: grazie alla sua posizione strategica al centro del Mediterraneo, è diventata fondamentale nei conflitti che hanno interessato il Medio Oriente e il Nord Africa”. Gli F-35 possono essere utilizzati per missioni di pace? “Il termine pace in questi casi è puramente linguistico. Anche le missioni di peacekeeping sono in realtà dei conflitti. Questi sono degli aerei d’attacco e le portaerei li portano lontano dal territorio nazionale”. Quindi servono per attaccare e non per difendere? “Oggi non si parla più di difesa del territorio nazionale, ma di sicurezza internazionale: si tratta di difendere i propri interessi in territori lontani e per questo motivo vengono utilizzati aerei e portaerei. Questi mezzi hanno sempre anticipato quelle che sarebbero state le politiche successive”. Anche cinesi e russi si stanno armando con aerei sofisticati, forse più di questi F-35. “La grande partita internazionale sarà quella del confronto con la Cina che sta diventando la nuova potenza del XXI secolo e allora potrebbe esserci una nuova corsa agli armamenti, poi nuovi difetti porteranno a nuove armi”.

    Fonte: http://www.nuovasocieta.it /inchieste/4076-luigi-nervo.html

     
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